Come lavoro · 7 settembre 2026
Chi decide se il pagamento passa
Accetto i miei compensi in euro, al cento per cento in Sardex e Venetex e in Bitcoin. Non è una novità: è una cosa che facevo già e che ho deciso di mettere per iscritto.

Lavoro con imprese che mi pagano al cento per cento in crediti di circuito, Sardex e Venetex. La fattura è in euro, l’incasso è in crediti. Nessuno se n’è mai stupito, perché in quei circuiti ci sono migliaia di imprese italiane e la cosa funziona da un pezzo.
Nello stesso elenco c’è Bitcoin.
Non è una novità e non è un annuncio: è una cosa che finora ho detto caso per caso, al primo incontro, a chi capitava di chiedermelo. La scrivo perché detta caso per caso arriva solo a chi era già in stanza, e la parte di mercato che dovrebbe saperlo è esattamente quella che in stanza non ci entra.
Non l’ho scelto perché penso che il prezzo salirà. Non lo so e non è il mio mestiere. L’ho scelto per due ragioni che riguardano le imprese familiari, non la finanza. Le scrivo per intero, perché su questo argomento si fa in fretta a farsi attribuire tesi che non si hanno.
La prima ragione: c’è del valore che non trova un consulente
Nelle famiglie imprenditoriali il patrimonio non sta mai tutto dove dice il bilancio. C’è la casa intestata alla madre, il capannone della vecchia società, la quota che nessuno ha mai formalizzato, il prestito fra fratelli di cui non esiste una riga. Da qualche anno, in quell’elenco, è comparsa una voce nuova: una parte di patrimonio in cripto-attività, quasi sempre della generazione che sta arrivando, quasi sempre mai nominata al tavolo con la generazione che c’è.
È un’eredità invisibile perfetta. Non ha un cassetto, non ha un notaio, non ha un successore designato. Se si perdono le chiavi si perde tutto, e non c’è una filiale a cui telefonare. Quando in una famiglia esiste una posizione così, il tavolo tende a non nominarla, non per reticenza ma perché nessuno sa come si nomina: non c’è un linguaggio condiviso per parlarne, e il primo che apre bocca sa già che verrà giudicato.
Poi c’è il rovescio, ed è la parte pratica. Chi quel valore ce l’ha, e vorrebbe usarlo per pagarsi dei professionisti, spesso non trova nessuno che glielo accetti. Deve prima convertire, prima passare da un canale che non aveva scelto, prima chiedere il permesso a qualcuno. Il valore c’è, ma non lavora.
Accettare Bitcoin toglie quell’attrito. Se una parte di quello che hai è lì, puoi ingaggiarmi con quella. Non devi passare da nessun’altra parte per farlo.
La seconda ragione: il momento in cui un imprenditore scopre di non essere padrone in casa propria è quasi sempre un momento bancario
Chi lavora con le PMI conosce la scena. Il fido che si stringe senza che sia cambiato niente nei numeri. Il bonifico fermo in istruttoria per giorni, e sono i giorni sbagliati. Il rapporto che cambia temperatura perché è cambiato il direttore di filiale. Il conto che diventa un problema perché il settore è finito su una lista che nessuno ti fa leggere.
Non è un complotto ed è inutile raccontarlo come tale. È una struttura: il pagamento passa attraverso un soggetto che ha il diritto di dire di no, e ogni tanto quel diritto lo esercita. Chi lo subisce non scopre di avere torto. Scopre di non essere lui a decidere.
Io faccio un mestiere che consiste nel sedermi davanti a un imprenditore e dirgli: guarda dove sono le tue leve, e chiediti chi le tiene. Non posso fare quel mestiere e accettare, per me, un solo canale di incasso, quello che si può chiudere.
Un compenso che non dipende da un intermediario è un compenso che non ricatta e non è ricattabile. È la stessa indipendenza che chiedo di costruire ai miei clienti.
Bitcoin ha una proprietà che nessun altro strumento che uso possiede: il pagamento non chiede il permesso a nessuno. Nessuno lo approva, nessuno lo ferma, nessuno lo storna. Questa è la ragione. Non il prezzo.
Che cosa non sto dicendo
Non ti sto dicendo di comprare Bitcoin. Non do consigli di investimento, non è il mio mestiere e non lo diventerà.
Non ti sto dicendo di tenere la tesoreria in Bitcoin. A un’azienda che deve pagare gli stipendi a fine mese sarebbe un consiglio irresponsabile, e chi te lo dà ti sta vendendo qualcosa.
Non ti sto dicendo di uscire dalle banche. La banca serve, e serve bene, a patto di sapere che cos’è e che cosa può decidere al posto tuo.
Non ti sto dicendo che è meglio dell’euro. Sto dicendo che è un’altra cosa, e che le altre cose vanno tenute a disposizione prima del giorno in cui servono.
Non ho mai spinto nessuno a entrare in Sardex o in Venetex, e non spingerò nessuno a comprare cripto per pagarmi. Se ce l’hai, la prendo. Se non ce l’hai, si paga in euro e va benissimo così. Accetto uno strumento, non prescrivo una scelta.
Come funziona, in concreto
Lo scrivo per esteso perché il tuo commercialista possa leggere questa pagina e stare tranquillo.
- La fattura è sempre in euro. Imponibile in euro, IVA in euro, come per qualunque altro cliente. Non esiste una fattura in Bitcoin e non deve esistere.
- L’IVA la verso io, in euro, nei termini. Il modo in cui mi paghi non tocca questo punto in nessuna direzione.
- Il pagamento in Bitcoin è una modalità di estinzione del debito, concordata prima e per iscritto. In Italia le cripto-attività non hanno corso legale: nessuno è obbligato ad accettarle, e proprio per questo l’accordo fra le parti va messo nero su bianco. La clausola la porto io nel mandato, non devi scriverla tu.
- Il controvalore si fissa al momento del pagamento, su un riferimento dichiarato nel mandato e con una finestra di tolleranza. Il debito si estingue per l’importo della fattura, non per la quantità di Bitcoin: se il prezzo si muove dopo, non torniamo a discutere.
- Quello che succede dopo riguarda me. Se converto e c’è una plusvalenza, la dichiaro e la tasso io. Dal primo gennaio 2026 l’aliquota ordinaria sulle plusvalenze da cripto-attività è del 33 per cento e la vecchia franchigia di duemila euro non esiste più. È un mio costo, non un tuo problema, e non deve diventarlo.
- Non c’è meno tracciabilità. Ce n’è di più. Una fattura, un mandato che dice come si paga, una transazione registrata su un libro pubblico e consultabile per sempre. Chi cerca l’opacità sta guardando lo strumento sbagliato.
- Le stesse regole valgono per Sardex e Venetex, dove accetto già il cento per cento del compenso, e valgono per l’euro. Cambia il mezzo, non la contabilità.
Perché lo metto per iscritto invece di dirlo caso per caso
Un professionista che accetta un solo strumento di pagamento sta dicendo qualcosa anche su come pensa le imprese: che esista un modo giusto di avere valore, e che tutti gli altri siano irregolarità da sistemare. Nelle imprese familiari questa idea fa danni tutti i giorni, perché il valore sta quasi sempre in posti che il modello non prevede: in una persona, in una relazione, in un accordo mai scritto, in una riga che nessuno legge.
Il mio lavoro è nominare quei posti. Tanto vale cominciare dal mio compenso.
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Questa pagina descrive una modalità di pagamento che accetto. Non è un consiglio di investimento e non è un parere fiscale: per la tua posizione, senti il tuo commercialista. Riferimenti normativi citati: articolo 67, comma 1, lettera c-sexies del TUIR; articolo 1, comma 24, legge 207/2024; legge 199/2025.