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Maria Gabriella Ranno

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Quello che, dentro un’impresa, decide più dei numeri.

Le domande scomode · la rubrica del lunedì

Disegno a penna: due soci uno accanto all’altro, il più anziano un passo indietro, in uno studio di architettura

Il socio che non vuole andarsene

«Gli abbiamo offerto una cifra giusta e ha detto di no.» La dice chi vorrebbe che un socio uscisse. Il punto è a che cosa sta dicendo no, perché quasi mai è alla cifra.

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Disegno a penna: un ceramista in primo piano, la bottega con gli scaffali pieni alle sue spalle

Il tempo in più

Nelle PMI un imprenditore su cinque ha superato i 65 anni. I dati non dicono che il passaggio andrà male: dicono che c’è una finestra aperta, e che qualcuno la userà e qualcuno no.

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Disegno a penna: un titolare in primo piano, la falegnameria che lavora alle sue spalle

«Gliel’ho detto mille volte»

Se un’istruzione va ripetuta all’infinito il problema non è chi ascolta: quella cosa non è mai diventata una regola, è rimasta una preferenza di chi la dice.

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Disegno a penna: una donna al suo tavolo, fra i campionari, l'ufficio che lavora alle spalle

«Lo sa solo Anna»

Quando in azienda c'è una persona che sa una cosa che non sa nessun altro, la si racconta come fedeltà. È un punto unico di rottura. E il modo per smontarlo non è chiedere a lei di scrivere le procedure.

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Disegno a penna: due figure di generazioni diverse in uno stabilimento tessile

Non c’è niente da managerializzare

A ogni impresa familiare italiana viene prescritta la stessa cura: mettere dei manager, togliere la famiglia dalle decisioni. Quasi sempre è la diagnosi sbagliata, e il motivo non è sentimentale.

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Disegno a penna: una donna in una sala di controllo della logistica, davanti alle rotte e ai numeri

«In quel periodo siamo sempre in affanno»

Ogni azienda ha il suo mese difficile, e lo sa in anticipo. Quasi nessuna lo ha mai messo su un calendario. Il motivo non è la disorganizzazione: è che l'unico momento in cui si potrebbe lavorarci è quello in cui il problema non fa male.

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Disegno a penna: un uomo in una distilleria, fra gli alambicchi di rame

Chi decide se il pagamento passa

Accetto i miei compensi in euro, al cento per cento in Sardex e Venetex e in Bitcoin. Non è una novità: è una cosa che facevo già e che ho deciso di mettere per iscritto.

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Disegno a penna: un casaro a braccia incrociate nel caseificio

«Lo faccio io, faccio prima»

Il conto è giusto: venti minuti contro due ore. È giusto anche domani, e domani ancora. Ed è per questo che è il conto sbagliato.

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Disegno a penna: un uomo solo in mezzo al piazzale di carico

«Ci pensa mio padre»

Non è pigrizia e quasi mai è comodità. È la descrizione esatta di un'azienda in cui esiste un solo punto di decisione, e tutto il resto è istruttoria.

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Disegno a penna: una donna in primo piano, la riunione alle spalle

«Meglio non toccare quella cosa»

In ogni impresa c'è un argomento che nessuno apre. Non è un segreto: lo conoscono tutti. È una zona recintata, e tutte le decisioni che le passano vicino si deformano per aggirarla.

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Disegno a penna: una donna al banco di un laboratorio orafo

Quanto dura un lavoro come il mio

Me lo chiedono tutti al primo incontro, e hanno ragione a chiederlo. La risposta onesta non è un numero di mesi: è che cosa deve succedere perché io non serva più.

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Disegno a penna: un uomo con i baffi, sguardo duro, davanti a una banchina di carico

«Quando sarà il momento»

La data che non arriva mai. Chi la usa non sta rimandando per pigrizia: sta proteggendo qualcosa che non ha ancora detto ad alta voce.

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Disegno a penna: un uomo in camicia a quadri in officina

«Lui è fatto così»

Quando un carattere diventa una regola aziendale, l'impresa smette di chiedere a quella persona di cambiare e comincia a organizzarsi intorno a lei.

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Disegno a penna: una donna in un ufficio con le vetrate

Da giugno lo stipendio si scrive nell'annuncio. E dentro l'azienda?

Il decreto sulla trasparenza retributiva vale per tutti, anche per l'artigiano con due dipendenti. Ma l'adempimento è la parte facile.

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Disegno a penna: primo piano di un volto, sguardo diretto, dietro una falegnameria al lavoro

Qui non troverai testimonianze

Sul mio sito non c’è una sola testimonianza di un cliente. Non è una dimenticanza: chiederla vorrebbe dire chiedere a qualcuno di rendere pubblico il problema che aveva.

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Disegno a penna: due soci uno accanto all'altro in sala riunioni

Il litigio non è mai su quello che sembra

Si discute di un preventivo, di una macchina aziendale, di chi va in ferie ad agosto. Sotto c’è un patto che nessuno dei due ha mai negoziato.

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Disegno a penna: una donna con gli occhiali davanti a uno schermo di grafici

Il bilancio ti arriva a maggio e ti racconta l’anno scorso

Nel frattempo hai deciso duecento volte senza sapere se stavi guadagnando. I quattro numeri che servono davvero.

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Disegno a penna: un giovane in giacca, sguardo basso, in un ufficio open space

Il figlio del titolare

C’è un modo di entrare in azienda che condanna. Se funziona è merito di tuo padre, se non funziona è colpa tua. Non si esce lavorando di più.

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Un’azienda sana, solida, e nessuno dopo

Non è un problema di successione. È un problema di patrimonio: quarant’anni di lavoro che rischiano di sparire in silenzio.

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Disegno a penna: una donna in mezzo a una linea di montaggio

La procedura che nessuno sa più perché esiste

Ogni impresa è piena di regole che un giorno avevano una ragione precisa. La ragione è scaduta anni fa. La regola è rimasta.

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Disegno a penna: cinque persone in un ufficio

Ne parlano tutti, non lo fa quasi nessuno

Più dell'80% degli imprenditori dice di aver affrontato il passaggio generazionale. Oltre la metà di loro non ha fatto niente. Quello scarto non è pigrizia.

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Disegno a penna: due uomini in un reparto tessile, davanti ai telai

Quello che decide senza essere stato deciso

In ogni azienda esistono due sistemi di regole. Il primo è scritto. Il secondo, quello che conta davvero, non l'ha scritto nessuno.

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