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Maria Gabriella Ranno

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Le domande scomode  ·  n. 1  ·  21 settembre 2026

Se domani sparissi per un mese, quale decisione si fermerebbe per prima?

Apri tu la mattina e chiudi tu la sera. I clienti chiamano te, i fornitori vogliono te.
Lo chiami impegno.
Intanto l’azienda non ha mai imparato a fare a meno di te.

Disegno a penna: un uomo in primo piano, i binari di una stazione alle sue spalle

Come si lavora questa domanda

Qui non trovi una risposta, perché alla tua azienda non la può dare nessuno da fuori. Trovi le tre domande che mi farei io prima di guardare qualsiasi numero.

  1. Prendi le ultime dieci decisioni che hai preso. Quante avrebbe potuto prenderle qualcun altro, senza chiederti niente?
  2. Di quelle, quante non sono state delegate perché nessuno saprebbe farle, e quante perché non hai mai detto a nessuno che può?
  3. Chi, in azienda, sa di avere il permesso di decidere al posto tuo? E lo direbbe con le tue stesse parole?

Da dove partirei io

Non dall’organigramma. Da un elenco: le ultime venti volte in cui qualcuno è venuto a chiederti una cosa che avrebbe potuto decidere da solo. Quell’elenco dice dove la delega si è fermata davvero, e quasi mai è dove pensi.

Sfera I · La struttura del Metodo 394™. Le situazioni descritte non sono casi: sono composte, e nessuna azienda o persona è riconoscibile.

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Il pezzo che continua questo discorso

«Lo faccio io, faccio prima»

Il conto è giusto: venti minuti contro due ore. È giusto anche domani, e domani ancora. Ed è per questo che è il conto sbagliato.

Se questa domanda ti ha fermato

Il primo incontro non si paga e serve a capire se ha senso lavorare insieme. Se invece il tema è il passaggio generazionale, c’è una diagnosi gratuita di dodici segnali che si compila in pochi minuti.

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