I nove libri · Il no dei figli
Il no dei figli
Il no dei figli, il sì non voluto, e quello che non è mai stato detto
Disponibile su laFeltrinelli, IBS, Kobo, StreetLib e sulle altre principali librerie online.
Una domenica di fine ottobre, fra il secondo e il caffè, un figlio di trentun anni dice che ha fatto un colloquio. Non aggiunge altro. Suo padre capisce lo stesso.
Sotto la frase «mio figlio non vuole l’azienda» ci sono tre rifiuti completamente diversi, e confonderli costa anni: qualche volta costa l’impresa. C’è poi una cosa di cui non parla nessuno e che rovina molte più aziende di qualunque rifiuto: il sì non voluto.
Chi comincia a leggere per capire suo figlio scoprirà, a metà, che il libro ha smesso di parlare di suo figlio.
Per il genitore che ha ricevuto un no e non sa che farsene. Per il figlio che quel no non riesce a dirlo. E per chi ha detto sì senza volerlo e se n’è accorto troppo tardi.
R. ha sessantadue anni e un’officina di meccanica di precisione con ventiquattro dipendenti. L’azienda l’ha fondata suo padre nel 1971, con due torni e un capannone in affitto. Lui l’ha presa in mano nel 1994, l’anno del primo infarto di suo padre, e l’ha portata dove è adesso.
Suo figlio L. ha trentun anni, è laureato in ingegneria gestionale e da quattro anni lavora in una società di consulenza a Milano. Quella domenica di fine ottobre sono a tavola in quattro. Fra il secondo e il caffè, L. dice: «Ho fatto un colloquio.»
Non aggiunge altro. Non dice non voglio l’azienda: quella frase, nelle case in cui sono entrata in vent’anni di lavoro, non l’ho quasi mai sentita pronunciare. R. dice: «Bravo.» Poi chiede se qualcuno vuole ancora un caffè. Il pranzo finisce come finiscono tutti i pranzi. Nessuno torna sull’argomento.
Capitolo 1, «La frase arriva sempre a tavola»
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