Consulenza Direzionale Ranno

Maria Gabriella Ranno

HomeIl metodoI libriBlogStorieLe domande scomodeContatti

I percorsi

Quattro modi di lavorare insieme

Non sono pacchetti. Sono i quattro punti da cui un’azienda chiede aiuto più spesso, e ognuno ha il suo ordine di lavoro.

Dipinto di Maria Gabriella Ranno
Domani ci chiamiamo ancora  ·  dipinto di Maria Gabriella Ranno

1.  Il passaggio generazionale

Passare l’azienda senza perderla, e senza aspettare il momento giusto, che non arriva da solo.

Con il fondatore, chi subentra e le persone chiave

Per chi è

È per l’impresa in cui del passaggio si è parlato molte volte e non è ancora successo niente. Il fondatore dice «quando sarà pronto», i collaboratori dicono «tanto poi decide papà», e chi dovrebbe subentrare ha smesso di dire che così non funziona.

È anche per chi sta dall’altra parte: il figlio o la figlia che deve prendere l’azienda e non vuole restare per sempre «il figlio del titolare».

Che cosa facciamo

I

Chi decide che cosa, oggi

Non nell’organigramma, nei fatti. Chi firma un ordine importante, chi sceglie un fornitore, chi dice di no a un cliente. La lista, scritta, è quasi sempre la prima cosa che nessuno aveva mai visto tutta insieme.

II

Le soglie di delega

Sotto una certa cifra decide chi fa il lavoro, e non se ne parla più. Non è una concessione affettiva: è una regola aziendale con un numero dentro.

III

Le date

Non «entro il prossimo anno», ma un giorno preciso e le persone presenti quel giorno. Una data è l’unica cosa che trasforma un discorso in un piano.

IV

Che cosa resta al fondatore

Detto ad alta voce, davanti a tutti. Finché nessuno dice che cosa gli rimane il giorno dopo, il passaggio non parte, e fa bene a non partire.

Il notaio, il commercialista e il patto di famiglia arrivano dopo, e sono la parte facile. Questo percorso prepara il terreno perché il loro lavoro trovi decisioni già prese.

2.  Quando i soci non decidono più

Il conflitto fra soci si affronta prima che diventi una questione da avvocati e notai. Dopo, si può solo separarsi bene.

Con i soci, insieme

Per chi è

È per la società in cui le decisioni si sono spostate in corridoio, le scelte strategiche vengono presentate come questioni tecniche per non doverle discutere, e i collaboratori hanno imparato a chi conviene chiedere e a chi no.

Cercando in rete «conflitto fra soci» si trovano quasi solo studi legali. Il loro lavoro serve, ma comincia quando il problema è già diventato statuto. Questo percorso viene prima: quando il problema è ancora di governo, cioè due persone che non riescono più a decidere insieme.

Che cosa facciamo

I

La mappa di chi decide che cosa

Nero su bianco, situazione per situazione. Spesso è lì che i soci scoprono di non essere nemmeno in disaccordo.

II

Le materie che restano congiunte

Poche e nominate: investimenti sopra una soglia, assunzioni chiave, ingresso di nuovi soci. Tutto il resto lo decide uno solo, con un numero che dice quale.

III

Il metodo per quando non c’è accordo

Deciso a freddo, quando si va d’accordo: chi ha l’ultima parola su che cosa, entro quanti giorni, e che cosa succede se il termine passa.

IV

Che cosa ciascuno porta e che cosa si aspetta

La parte che di solito non si scrive, ed è quella che fa saltare gli accordi scritti. Va detta una volta, in una stanza, con qualcuno che tenga il tempo.

Quasi sempre il denaro è il linguaggio del conflitto, non il suo oggetto, e per questo le trattative fatte solo sui numeri si riaprono. Quando serve un legale lo dico, senza far finta di esserlo. E se la strada giusta è separarsi, separarsi con una mappa costa molto meno che separarsi in tribunale.

3.  Mettere ordine

Per l’azienda che lavora, fattura e ha clienti, ma dove ogni giorno si ricomincia da capo.

Sei mesi · due incontri al mese · un contatto ogni settimana

Per chi è

Le decisioni tornano tutte sulla stessa scrivania, le priorità cambiano con l’ultima telefonata, e le cose si sanno perché qualcuno se le ricorda, non perché sono scritte da qualche parte. L’azienda non va male: va avanti a forza di chi la guida, e chi la guida è stanco.

Che cosa facciamo

I

Come funziona davvero

Si guarda l’azienda com’è, non come la si racconta: dove si perde tempo, dove si perdono soldi, che cosa dipende da una persona sola.

II

Il modo di gestirla che le somiglia

Non un modello preso da un manuale, ma quello adatto alle dimensioni, al settore e alle persone che ci sono.

III

Poche regole, scritte

Chi fa che cosa, con quali strumenti, e da quale numero ci si accorge che sta funzionando.

IV

L’abitudine di usarle

Le regole si mettono in pratica un pezzo alla volta, in modo che reggano anche quando la settimana si complica. Il contatto settimanale serve a questo.

A fine percorso non resta un documento in più: restano poche regole chiare, strumenti semplici e un’azienda che non ricomincia da capo ogni lunedì.

4.  Mettere ordine e crescere

Per l’azienda che ha già fondamenta solide e vuole fare un passo avanti senza disperdere energie.

Sei mesi · quattro incontri al mese · un contatto ogni settimana

Per chi è

Qui il lavoro sull’organizzazione si allarga a come l’azienda si presenta e a come vende. È il percorso per chi ha costruito qualcosa che funziona e sente che il mercato non lo distingue ancora da chi gli somiglia.

Che cosa facciamo

I

L’ordine, prima di tutto

Lo stesso lavoro del percorso precedente, fatto più in fretta perché le basi ci sono già.

II

Prezzi, vendita, posizione

Quanto vale davvero quello che l’azienda offre, come lo vende, e quale posto vuole occupare nel suo mercato.

III

Il racconto dell’azienda

Che cosa la distingue da chi le somiglia, detto con parole sue, e portato nella comunicazione di tutti i giorni.

IV

Strumenti digitali semplici

Dove servono: un gestionale, un CRM, un uso ragionato dell’intelligenza artificiale. Solo quelli che fanno risparmiare tempo senza aggiungere complicazioni.

A fine percorso l’azienda sa quanto chiedere, a chi, e come dirlo. E lo sa senza che tutto passi ancora da una persona sola.

Quanto costa

Dipende da quello che emerge al primo incontro, che non si paga. Un preventivo scritto prima di aver capito l’azienda non direbbe niente di utile a nessuno dei due. Dopo l’incontro ricevi una proposta scritta, con il percorso, i tempi e il costo.

Il primo incontro non si paga

Se in uno di questi quattro percorsi hai riconosciuto la tua impresa, il passo successivo è una conversazione. Non serve sapere già quale percorso fa per te: lo capiamo insieme. Cinquantacinque minuti, e in ogni caso ti porti via qualcosa di utile.

Chiedi un primo incontro

info@gabriellaranno.it · +39 377 3579507