I nove libri · Organizzazione
Organizzazione
Perché la tua azienda è organizzata come non avresti mai scelto
In uscita: non è ancora nelle librerie online. Se lo vuoi adesso, scrivimi e te lo mando io.
Ogni impresa è il risultato di migliaia di decisioni. Alcune le hai prese tu. Molte altre no: sono regole ereditate da un padre, da un socio uscito, dal primo datore di lavoro, o da frasi sentite così tante volte da scambiarle per verità.
Col tempo diventano organigrammi, procedure, riunioni, deleghe mancate, e nessuno le mette più in discussione, non perché funzionino, ma perché nessuno ricorda più chi le abbia decise. Questo libro insegna a leggere la propria azienda come si legge uno scavo: riconoscendo gli strati, e distinguendo quelli propri da quelli di qualcun altro.
Quasi nessuna azienda è organizzata per scelta. È organizzata per eredità.
Per l’imprenditore esausto che ha già provato le agende, le deleghe e le procedure, e al quarto mese si è ritrovato al punto di partenza. Il problema non era la disciplina.
Per quindici anni, davanti a un imprenditore esausto, ho fatto la domanda sbagliata. Chiedevo: quante ore lavori? Poi chiedevo: cosa potresti togliere? Poi passavamo a costruire agende, deleghe, procedure. Funzionava per tre mesi. Al quarto tornava tutto come prima, e io mi dicevo che era una questione di disciplina, o di carattere, o di quella cosa vaga che in consulenza si chiama resistenza al cambiamento. Non era nessuna delle tre.
Me ne sono accorta in un ufficio con le finestre sul cantiere, davanti a un uomo di cinquantadue anni che aveva appena finito di elencarmi tutto quello che doveva fare. Aveva riempito due facciate. Quarantasette voci. Devo essere sempre reperibile. Devo rispondere entro due ore. Devo essere il primo ad arrivare. Devo, devo, devo. Invece di chiedergli quale di quelle cose potesse togliere, gliene ho fatta un’altra, quasi per stanchezza mia: chi l’ha deciso?
Lui ha aperto la bocca e non è uscito niente. È stato un silenzio lungo, e dopo quasi un minuto ha detto: non lo so. Quarantasette obblighi che stavano consumando un uomo, la sua salute, il suo matrimonio e i margini della sua impresa. E non uno di quei quarantasette era stato deciso da lui.
Dalla prefazione, «La domanda che non ho saputo fare per quindici anni»
Chi l’ha deciso, dalle tue parti?
Non serve aspettare il libro per farsi la domanda. Il primo incontro serve a cominciare a rispondere, e non impegna a nulla.